
LATEST NEWS 8.2.2007
Niente stadio ai tifosi che intonano cori razzisti
I tifosi che intonano cori razzisti non devono accedere allo stadio. La linea dura viene dalla Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, che si è occupata della vicenda accaduta al calciatore di colore del Messina, Marc André Zoro, che il 27 novembre del 2005, durante una partita di calcio fu destinatario di cori e slogan razzisti provenienti dalla curva dei tifosi dell’Inter, squadra avversaria. Il Gip siciliano aveva intimato ad un ultras nerazzurro il divieto di accesso allo stadio, e per questo il tifoso aveva fatto ricorso. La Suprema Corte, respingendo il ricorso, ha ricordato che il calciatore Zoro ha subito “reiterati episodi di intolleranza razzista”, consistiti in “slogan di scherno proveniente dal settore dei tifosi dell’Inter, la squadra ospite”, e che con “razzismo” si deve intendere “tutto quel complesso di manifestazioni o atteggiamenti di intolleranza originati da profondi e radicati pregiudizi sociali ed espressi attraverso forme di disprezzo e di emarginazione nei confronti di individui o gruppi appartenenti a comunità etniche e culturali diverse, assai spesso ritenute inferiori”; per questo deve essere punita la “specifica istigazione alla violenza” che costituisce il “contenuto ideologico” del razzismo e che con troppa frequenza avviene durante manifestazioni sportive, durante le quali “è molto spesso inconsciamente sotteso il pregiudizio della superiorità etnica”.
Cassazione 1872/2007