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La RIVISTA DI DIRITTO ED ECONOMIA DELLO SPORT (RDES) è una rivista scientifica quadrimestrale, in formato cartaceo ed on line, fondata dall'Avv. MICHELE COLUCCI che si avvale di un COMITATO SCIENTIFICO composto da professori di Economia e Diritto di università italiane e internazionali.   Il COMITATO DI REDAZIONE è formato da autorevoli professionisti ai quali è affidato il compito di seguire gli autori e di monitorare i molteplici aspetti del Diritto dello Sport.
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RDES 1/2021

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Editoriale RDES 1/2021
THE EUROPEAN SUPER LEAGUE SAGA, THE FUTURE OF THE EUROPEAN MODEL OF SPORT AND THE FOOTBALL BUSINESS IN EUROPE
by Durante Rapacciuolo

FROM THE “DIRTY DOZEN” TO “THE GOOD, THE BAD AND THE UGLY”. SOME PRELIMINARY REMARKS ON THE SUPER LEAGUE AFFAIRE IN THE LIGHT OF EU COMPETITION RULES
by Stefano Bastianon
Abstract – Summary and Keywords

    The paper aims at offering a preliminary analysis of the Super League affaire taking into account the legal aspects as well the political ones. According to the Author, the previous case-law of the Court of Justice, although fundamental to correctly understand the problems involved in the Super League’s case, does not provide a complete answer to the relevant and very peculiar questions behind the Super League which call into question the very concept of the European Sports Model.

THE EUROPEAN SUPER LEAGUE UNDER THE SWORD AND SHIELD OF ANTITRUST RULES: A BABY THROWN OUT WITH THE BATHWATER?
by Andrea Bozza and Enzo Marasà
Abstract – Summary and Keywords

    After the impromptu announcement of the Super League and the pathetic drama that saw thousands of fans gather to cry for ‘the end of football’, the set moved from the squares to the courts. Here is where competition law kicks in as impartial and strict referee of the behaviour of both Founding Clubs and sporting federations (UEFA above all). The clash sees strictly competition issues intertwined with caselaw on the so-called sporting exception and the specificity of sport. That said, no matter how much light competition law and the Court of Justice may shed on the matter, the shadow still remains of a system that needs to be rethought, whatever it takes.

ANALISI ECONOMICA E PROSPETTIVE DEL PROGETTO «SUPER LEAGUE»
di Marco Di Domizio e Raul Caruso
Abstract – Sommario e Parole chiave

    Il presente articolo discute il progetto della Super League di calcio così come emerso nella proposta dei 12 club «ribelli» nello scorso mese di aprile. L’analisi, in particolare, si concentra su quelli che sono gli elementi cruciali che hanno portato ad una proposta il cui obiettivo è di modificare la governance e l’architettura delle competizioni calcistiche europee. Alla luce dei molteplici cambiamenti che hanno interessato il calcio nell’ultimo ventennio, sulla base del contesto economico attuale profondamente condizionato dalla pandemia da Covid-19, e grazie ai contributi della letteratura economica sul tema, il nostro lavoro cerca di capire se la proposta dei 12 club possa essere considerata come un tentativo «disperato» di una élite in forte difficoltà finanziaria, oppure se questa proposta sia un ulteriore passo verso un processo di «americanizzazione» del calcio europeo. A nostro avviso il progetto Super League non è stato determinato in primo luogo o soltanto dal rischio di solvibilità dei 12 club, ma come in passato, dalla volontà di escludere l’organizzazione internazionale (UEFA) dal controllo dei crescenti guadagni generati dal calcio. Inoltre, organizzando una competizione «semichiusa», i club puntano a ridurre i rischi finanziari associati alle performance sportive negative. Il fallimento della proposta ne ha rivelato la fragilità poiché una nuova architettura delle competizioni internazionali non può essere considerata la soluzione dei problemi attuali del calcio. A tal fine è necessario adottare una prospettiva più ampia per affrontare temi cruciali quali quelli dei crescenti costi associati ai salari dei calciatori, della polarizzazione dei ricavi, della cristallizzazione dei risultati e della saturazione dei calendari.

UNA VICENDA SENZA FINE: IL CASO SCHWAZER
di Renato Grillo
Abstract – Sommario e Parole chiave

    L’autore ripercorre la vicenda riguardante il marciatore italiano Alex Schwazer, campione olimpionico di marcia alle Olimpiadi di Pechino del 2008, coinvolto in una lunga e complessa vicenda di doping culminata con la squalifica di otto anni inflittagli dal TAS di Losanna. La questione Schwazer è assurta recentemente agli onori della cronaca per gli inaspettati sviluppi della indagine penale che ha particolarmente colpito l’opinione pubblica. L’autore analizza in parallelo le varie tappe processuali della vicenda che hanno caratterizzato il giudizio disciplinare sportivo e quello penale, sottolineandone le diverse peculiarità e mettendone in evidenza i punti di possibile conflitto: una analisi mirata è stata dedicata ai passaggi salienti del provvedimento di archiviazione in sede penale, cui è seguita – anche per un migliore orientamento del lettore – l’indicazione delle possibili iniziative e strategie processuali per giungere ad una soluzione accettabile della vicenda, ponendosi in risalto, da ultimi, gli echi mediatici e la situazione di estrema conflittualità venutasi a creare tra la giustizia penale e quella disciplinare sportiva, con particolare riferimento alle posizioni intransigenti assunte da WADA e WORLD ATHLETICS nei confronti del giudice penale italiano.

IL LODO TAS NEL CASO WADA CONTRO RUSADA: L’ULTIMO CAPITOLO DEL RUSSIAGATE IN MATERIA DI DOPING E LA PROPORZIONALITÀ DELLE SANZIONI
di Mario Vigna, Giulia Vigna, Emanuele Gualtieri
Abstract – Sommario e Parole chiave

    Il CAS ha scritto un altro capitolo del Russiagate relativo al doping. Questa volta in gioco c’era il futuro dello sport russo, compresa la possibilità di ospitare competizioni e la futura partecipazione di atleti russi a importanti eventi sportivi come le prossime Olimpiadi estive e invernali. La WADA ha accusato la RUSADA (la NADO russa) di aver alterato e manipolato i dati del laboratorio antidoping di Mosca. Così facendo, la WADA ha accolto le raccomandazioni del Comitato Indipendente WADA secondo cui la RUSADA aveva violato il Codice Mondiale Antidoping in quanto non conforme all’International Standard for Code Compliance by Signatories. Di conseguenza, la WADA ha proposto delle sanzioni per un periodo di quattro anni che non sono state accettate dalla RUSADA. Successivamente, la WADA ha presentato domanda di arbitrato dinanzi alla Camera ordinaria di arbitrato del TAS. Il collegio arbitrale, dopo aver esaminato numerosi aspetti procedurali e istruttori, ha emesso il lodo accogliendo parzialmente le richieste della WADA. Infatti, pur ritenendo la RUSADA non conforme alla normativa applicabile, il collegio ha fissato la durata delle sanzioni in due anni anziché quattro come richiesto dalla WADA. In particolare, il collegio arbitrale ha fatto specifico riferimento al principio di proporzionalità e alla necessità di trovare un ragionevole equilibrio tra lo scopo perseguito dalla WADA e gli interessi e i diritti dei singoli colpiti dalle misure, compresi gli atleti russi “puliti”. Tanto la WADA quanto la RUSADA si sono dichiarate insoddisfatte del lodo, ovviamente per motivi opposti. A volte, il malcontento di entrambe le parti significa che la decisione è equa. Si spera che questo sia uno di quei casi, specie nell’interesse dello sport russo e mondiale.

UN MOMENTO DIALETTICO TRA ORDINAMENTO SPORTIVO E ORDINAMENTO STATALE: LA RIFORMA IN MATERIA DI LAVORO SPORTIVO
di Giangabriele Agrifoglio
Abstract – Sommario e Parole chiave

    Il d. lgs. 28 febbraio 2021, n. 36 ha profondamente modificato la disciplina dei contratti di lavoro sportivo. Il saggio si concentra in particolare su alcune criticità della riforma, che appare per molti versi distaccata dalla realtà “vivente” del mondo dello sport dilettantistico. La riforma sembra infatti non aver tenuto conto delle specificità e del concreto atteggiarsi delle relazioni esistenti nel multiforme mondo dello sport.

LA CLASSIFICAZIONE CIVILISTICA E FISCALE DEL RISARCIMENTO DEL DANNO ALLA PROFESSIONALITÀ O ALL’IMMAGINE DEL CALCIATORE: SPUNTI SULLA DIMOSTRAZIONE DELL’ENTITÀ DEL DANNO AI FINI TRIBUTARI
di Simone Arecco e Davide Marsella
Abstract – Sommario e Parole chiave

    Il presente scritto si pone l’obiettivo di fornire un riassunto sulla tematica della qualificazione, ai fini civilistici e fiscali, delle somme erogate a titolo di risarcimento del danno all’immagine e alla professionalità del calciatore professionista. In particolare, si intende analizzare il regime dell’onere della prova che l’Agenzia delle entrate richiede al contribuente al fine di dimostrare se l’importo erogato dal club sportivo al giocatore debba essere assoggettato ad imposizione o meno. Infine, ci si vuole altresì soffermare sulla più recente giurisprudenza di merito che, sul tema, ha fornito alcuni interessanti spunti di riflessione, in special modo in quelle situazioni in cui i pagamenti sotto esame dal Fisco originano da accordi di risoluzione anticipata tra la società sportiva ed il calciatore.




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COVID-19 and its impact on football –
A Sports Law and Policy Centre and LawInSport Joint Survey - 4th Edition




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Sports Law and Policy Centre




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    RDES 2021
    1/2021 indice - editoriale

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    1/2020 indice - editoriale
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    INDICI ANNUALI

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