PRIMO PIANO
"Poker d'assi servito: la settimana di sentenze sportive della Corte di Giustizia UE"
Il banco non serve mai una sola carta. Nel giro di una settimana, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha emesso quattro sentenze che ridisegnano l'architettura giuridica dello sport professionistico. Ecco la mano.
Carta 1 -
ROGON c. DFB (C-428/23, 9 luglio 2026)
La Corte ha stabilito che le norme di una federazione nazionale sull'attività degli agenti dei calciatori possono sottrarsi al divieto di intese se perseguono un autentico obiettivo di interesse pubblico — richiamando l'eccezione Wouters/Meca-Medina. In conclusione, i giudici nazionali dovranno ora verificare la proporzionalità caso per caso.
Carta 2 -
RRC Sports c. FIFA (C-209/23, 16 luglio 2026)
Il caso gemello della Carta 1, ma rivolto al Regolamento mondiale FIFA sugli Agenti di Calciatori — tetto alle commissioni, divieto di doppia rappresentanza, pagamento obbligatorio tramite la stanza di compensazione FIFA. La Corte non ha ritenuto nessuna di queste misure automaticamente vietata dal divieto di intese: il tetto alle commissioni non costituisce una "restrizione per oggetto", e lo stesso ragionamento si estende all'obbligo di licenza, al divieto di doppia rappresentanza e all'obbligo di passare dalla stanza di compensazione, tutte misure che la Corte ha considerato in linea di principio idonee a perseguire obiettivi legittimi — ridurre i conflitti di interesse, contenere la spirale delle commissioni e portare trasparenza in un mercato da tempo criticato per la sua opacità. Come per la Carta 1, spetterà ora ai giudici nazionali verificare che ciascuna misura sia effettivamente proporzionata a tali obiettivi.
Carta 3 -
NADA Austria (C-474/24, 14 luglio 2026)
La pubblicazione online dei nomi degli atleti sanzionati per doping può essere compatibile con il GDPR — ma solo se le autorità ponderano caso per caso i diritti dell'atleta prima di procedere alla pubblicazione. La trasparenza vince, ma non è un assegno in bianco.
Carta 4 -
FIGC e CONI (C-424/24 & C-425/24, 16 luglio 2026)
Il caso Agnelli/Arrivabene. Le sanzioni sportive che precludono a una persona l'esercizio della propria attivita' in tutta l'UE devono poter essere sottoposte al controllo di un giudice indipendente, dotato del potere di annullarle: la giustizia sportiva non è sottratta alla portata del diritto ordinario.
Lo showdown
Nel giro di una settimana la Corte di giustizia dell'Unione europea ha letteralmente "calato" un poker servito!
Mettendo a confronto queste quattro carte emerge un unico filo conduttore: la Corte non si chiede piu' se le federazioni sportive possano autoregolamentarsi . questione risolta decenni fa con Bosman e Meca-Medina - ma chi controlla il regolatore?
Nei casi DFB e FIFA sugli agenti, la risposta e' il test di proporzionalità del diritto della concorrenza: una federazione può restringere il mercato - attraverso l'obbligo di licenza, un tetto alle commissioni, il divieto di doppia rappresentanza o un canale di pagamento centralizzato - ma solo se è in grado di dimostrare, con prove concrete, che ciascuna di queste restrizioni persegue un autentico obiettivo di interesse pubblico e non va oltre quanto necessario. Non è un automatismo automatico: l'onere si sposta su FIFA e federazioni nazionali, chiamate a giustificare realmente, misura per misura, i propri regolamenti davanti a un giudice, anziché limitarsi a invocare la "specificità dello sport" come formula magica.
La sentenza NADA Austria svolge un ruolo più discreto ma altrettanto strutturale. Conferma che l'applicazione delle norme antidoping non gode di un lasciapassare rispetto alla normativa sulla protezione dei dati solo perché serve l'integrità della competizione. Pubblicare il nome di un atleta sanzionato è una forma di trasparenza legittima - ma solo se qualcuno si ferma davvero a bilanciare la riservatezza dell'atleta con l'interesse pubblico prima di premere "pubblica", anziché trattare la divulgazione come una conseguenza automatica e burocratica di ogni sanzione. È la stessa logica dei casi sugli agenti, trasposta in un registro giuridico diverso: il potere esercitato sui diritti di un individuo richiede una giustificazione documentata e caso per caso, non una politica generale e indiscriminata.
La sentenza FIGC/CONI e' il punto in cui questa logica raggiunge il suo esito più evidente, perché colpisce l'architettura stessa della giustizia sportiva. Per anni gli organismi sportivi italiani hanno operato in un circuito chiuso: Procura federale, Corte federale d'appello, Collegio di garanzia del CONI - con la giustizia ordinaria tenuta fuori, in grado al massimo di riconoscere un risarcimento a posteriori, mai di annullare la sanzione. La Corte ha ora stabilito che, quando una sanzione disciplinare incide su diritti tutelati dal diritto dell'Unione - in questo caso, la libertà di esercitare un'attività professionale in qualsiasi Stato membro - quel circuito chiuso non può avere l'ultima parola. Un giudice indipendente deve poter intervenire, riesaminarla e, se necessario, annullarla o sospenderne gli effetti. Se questo riapra concretamente il caso Agnelli-Arrivabene è una questione più tecnica e circoscritta, ma il principio che ne deriva va ben oltre la Juventus e ben oltre l'Italia.
Prese insieme, queste quattro sentenze tracciano i contorni di un vero e proprio "diritto amministrativo dello sport" che si sta costruendo un rinvio pregiudiziale alla volta. Le federazioni conservano la penna in mano - possono continuare a scrivere regole su agenti, doping, e altro - ma ogni regola che scrivono deve ora reggere il confronto con un giudice esterno che applica standard giuridici ordinari: diritto della concorrenza, protezione dei dati, tutela giurisdizionale effettiva. La specificità dello sport sopravvive come argomento di giustificazione, non come immunità.
Ciò che rende straordinaria questa settimana non è una singola sentenza, ma il fatto che la Corte abbia servito tutte e quattro le carte dallo stesso mazzo nel giro di pochi giorni. Sembra meno una coincidenza e più un chiarimento coordinato su dove finisce l'autogoverno privato dello sport e dove inizia lo Stato di diritto ordinario - una mano abbastanza forte da spingere ogni federazione europea a riguardare il proprio regolamento.
Bergamo - Bruxelles, 17 luglio 2026
Stefano Bastianon e Michele Colucci
PUBBLICAZIONI DI PROSSIMA USCITA
Twenty Years after Meca-Medina:
The Enduring Legacy of the CJEU's Sports Law Revolution
S. Bastianon and M. Colucci eds., SLPC, August 2026
The European Union and Sport Handbook (III edition)
S. Bastianon and M. Colucci eds., SLPC, August 2026
PUBBLICAZIONI
SLPC 2025 II EDITION
PAPER VERSION EUR 60.00 - ISBN 979-12-985690-2-7
EBOOK VERSION EUR 60.00 - ISBN 979-12-985690-4-1
FLYER
TEASER
ORDER FORM
Contractual Stability in Football: Legal and Economic Implications Towards Key Jurisdictions
M. Colucci ed., SLPC, 2025
Protecting the Beauty of the Game: Towards a Safeguarding Culture
S. Bastianon and M. Colucci eds., SLPC, 2025
International Sports Justice
M. Coccia and M. Colucci eds., SLPC, 2025
Manuale di Diritto Europeo dello Sport
S. Bastianon, Giappichelli, 2026
RDES 2026
AGENTI CALCISTICI E STRUTTURE RELAZIONALI NEL CALCIOMERCATO EUROPEO: UN'ANALISI DI RETE
(Table of Contents - Sommario)
di Edoardo D’Andrassi, Francesca Ventimiglia, Maria Vergallito
EMERGENCY CRISIS AND SPORTING CONTRACTUAL
STABILITY IN THE BOTHEIM CASE
(Table of Contents - Sommario)
di Filomeno Rocco Fimmanò
LA RESPONSABILITÀ CIVILE DELLE ASSOCIAZIONI
SPORTIVE DILETTANTISTICHE
PER GLI ILLECITI COMMESSI DALL'ATLETA
Cassazione penale, sez. V, (sent.), 24 febbraio 2026, n. 12258
(Table of Contents - Sommario)
di Gabriele Toscano
RESPONSABILITÀ DELL'INSEGNANTE E LIMITI APPLICATIVI DEGLI
ARTT. 2048 E 2050 C.C.: UNA RILETTURA SISTEMATICA ALLA LUCE
DELLA RECENTE GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITÀ
Cassazione civile, sez. III, (sent.), 5 marzo 2026, n. 4945
(Table of Contents - Sommario)
di Gabriele Toscano
IL "NUOVO" FAIR PLAY FINANZIARIO E LA COMPETITIVE
BALANCE NELL’INDUSTRIA DEL CALCIO EUROPEO:
UN CONFRONTO ALLA LUCE DEI DIRITTI TELEVISIVI
E DELLA PATRIMONIALIZZAZIONE SOCIETARIA
(Table of Contents - Sommario)
di Massimiliano Trillini e Mario Cognigni
LA REGOLAZIONE FIGC NEL SETTORE CALCISTICO GIOVANILE
AL VAGLIO ANTITRUST:
"MENO AGONISMO MA PIÙ COMPETIZIONE TRA LE COMPETIZIONI"
(Available in open access)
di Antonello Schettino e Alessandro Coni
THE “TREE-ICEBERG MODEL” OF SAFEGUARDING IN SPORT
REGULATORY LIMITS AND HUMAN RIGHTS CHALLENGES
(Available in open access)
by Stefano Bastianon
ABUSI, RESPONSABILITÀ E CULTURA SPORTIVA:
LA GIURISPRUDENZA SPORTIVA ALLA PROVA DEL SAFEGUARDING
(Available in open access)
di Stefano Bastianon e Michele Colucci
LA COMMISSIONE INDIPENDENTE PER LA VERIFICA DELL'EQUILIBRIO ECONOMICO E FINANZIARIO DELLE SOCIETÀ SPORTIVE PROFESSIONISTICHE. LE NUOVE ESIGENZE DI VIGILANZA E DI CONTROLLO DEL LEGISLATORE
(Table of Contents - Sommario)
di Giuseppe Silvestro
LE SOCIETÀ SPORTIVE E LA CRISI D’IMPRESA:
APPROCCIO, NORMATIVE APPLICABILI E SOLUZIONI NELL’ATTUALE CONTESTO
(Table of Contents - Sommario)
di Andrea Liaci
LA MASS CONFRONTATION NEL GIUOCO DEL CALCIO: CRITERI ERMENEUTICI, QUALIFICAZIONE DISCIPLINARE E PROSPETTIVE DI TIPIZZAZIONE
(Table of Contents - Sommario)
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FROM SANCTION TO PREVENTION:
SAFEGUARDING AND GOVERNANCE IN OLYMPIC SPORT
CAS AWARD OG 26/08 (REINSALU V ISU)
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by Michele Colucci
EFFECTIVE JUDICIAL PROTECTION UNDER EU LAW AND SPORTING AUTONOMY:
A COMMENTARY ON AG SPIELMANN’S OPINION IN JOINT CASES C-424/24 AND C-425/24 FIGC & CONI
(Available in open access)
by Stefano Bastianon
RISCHIO CONSENTITO E PROFILI RISARCITORI NEL CALCIO
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AUTONOMIA SPORTIVA E INTERVENTO STATALE
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VALORE EDONISTICO DELLE SCOMMESSE SPORTIVE
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